PREOCCUPAZIONI DAL MONDO DELLE IMPRESE COMMERCIALI DEL SALENTO PER GLI AUMENTI DOVUTI ALLA GUERRA, MA ANCHE PER LA SFORBICIATA DEL GOVERNO AGLI INCENTIVI PER LA TRANSIZIONE 5.0.
“C’è una forte preoccupazione nel mondo commerciale della nostra provincia sugli aumenti che stanno caratterizzando in questi ultimi giorni la logistica – attraverso i prezzi del carburante – e l’approvvigionamento di prodotti agricoli nei negozi e nelle maggiori catene della Grande Distribuzione e che si ripercuotono anche alle casse, con un aumento per i clienti che devono fronteggiare così anche il minore potere di acquisto dei loro stipendi. Rischiamo conseguenze negative su tutto il filone del commercio e chiediamo che, a livello governativo, in un rapporto corretto con le confederazioni dell’Industria e del Commercio, si possa trovare un rimedio per evitare ulteriori aggravi sulle imprese e sui cittadini”.

Maurizio Maglio, Presidente – Federico Pastore, Direttore
Da Maurizio Maglio, Presidente Confcommercio di Lecce, arriva un grido di allarme raccolto dalle imprese associate del settore, che si aggiunge a quello di altre parti d’Italia e di altri settori per le conseguenze degli aumenti dell’energia e del carburante che la guerra in Medio Oriente sta provocando, e che hanno iniziato a destabilizzare l’intero comparto commerciale. Supermercati, strutture alberghiere, e imprese della ristorazione avranno riflessi negativi a brevissimo, che sterilizzeranno i buoni risultati della prima parte dell’anno, colorando di rosso i bilanci. Gli iscritti alla Confcommercio di Lecce hanno evidenziato queste criticità proprio in questi giorni di preparazione alla Pasqua, periodo in cui, negli altri anni, solitamente le attività commerciali e turistiche realizzavano numeri positivi.
“La preoccupazione inoltre si aggiunge alle notizie contrastanti che arrivano dal Governo in merito alla sospensione degli incentivi per il programma Transizione 5.0 – afferma il Direttore di Confcommercio Lecce, Federico Pastore – Anche nel nostro settore ci sono imprese che avevano programmato e iniziato investimenti nel settore della trasformazione digitale, fidando sugli incentivi dello Stato, per un cambiamento necessario e ineludibile per far fronte alle esigenze dei nuovi “turismi”, ma anche della sanità, del vending e dell’Ict, che vanno potenziati proprio attraverso apparecchiature e formazione differenti e più adatte al mondo che è in continua trasformazione”.
Da qui la necessità, sottolineata anche dagli associati alla Confcommercio di Lecce, di una profonda revisione dei problemi sul tappeto nell’incontro che il Governo terrà con i rappresentanti del mondo dell’impresa per evitare che ulteriori ritardi o iniziative incongrue penalizzino ulteriormente il settore del commercio e quello delle imprese che sostengono l’economia del Salento e dell’intero Paese.













