Dalla logistica ai prezzi sugli scaffali, gli aumenti si scaricano sui clienti. Timori per la Pasqua e per gli investimenti nella transizione digitale. Confcommercio Lecce: «Costi in aumento e consumi in frenata»
Cresce la preoccupazione nel mondo del commercio salentino per l’impennata dei costi legati alla logistica e all’approvvigionamento delle merci, spinta in particolare dall’aumento dei prezzi del carburante. Un fenomeno che si sta propagando lungo tutta la filiera distributiva, arrivando fino agli scaffali e alle casse, con effetti diretti sui consumatori e sulle famiglie già alle prese con un potere d’acquisto in calo.
A lanciare l’allarme è il presidente di Confcommercio Lecce, Maurizio Maglio, che raccoglie le segnalazioni delle imprese associate e descrive un quadro in rapido peggioramento. «C’è una forte preoccupazione nel mondo commerciale della nostra provincia sugli aumenti che stanno caratterizzando in questi ultimi giorni la logistica – attraverso i prezzi del carburante – e l’approvvigionamento di prodotti agricoli nei negozi e nelle maggiori catene della Grande Distribuzione», afferma. «Questi rincari si ripercuotono inevitabilmente anche alle casse, con un aumento per i clienti che devono fronteggiare anche il minore potere di acquisto dei loro stipendi».
Il rischio, secondo Confcommercio, è quello di un effetto a catena che potrebbe colpire l’intero comparto, con conseguenze negative diffuse. «Rischiamo ripercussioni su tutto il filone del commercio – aggiunge Maglio – e chiediamo che, a livello governativo, si possa intervenire in modo concreto, in un confronto corretto con le confederazioni dell’Industria e del Commercio, per evitare ulteriori aggravi sulle imprese e sui cittadini».
L’allarme lanciato da Lecce si inserisce in uno scenario più ampio che coinvolge diverse aree del Paese e numerosi settori produttivi, alle prese con le ricadute economiche degli aumenti energetici legati alle tensioni internazionali e, in particolare, alla guerra in Medio Oriente. Una situazione che sta iniziando a destabilizzare l’intero comparto commerciale, con effetti che si preannunciano immediati.
Supermercati, strutture alberghiere e imprese della ristorazione sono tra i primi a risentire dell’aumento dei costi, con margini sempre più compressi e difficoltà nel mantenere competitivi i prezzi al pubblico. Secondo gli operatori del settore, i rincari rischiano di compromettere i risultati positivi registrati nella prima parte dell’anno, portando i bilanci verso il segno negativo e riducendo le prospettive di crescita.
Particolarmente delicato è il momento in cui si inserisce questa fase di incertezza. Le criticità sono emerse proprio nei giorni di preparazione alla Pasqua, tradizionalmente un periodo favorevole per il commercio e il turismo, durante il quale molte attività contavano di consolidare i ricavi. Quest’anno, invece, il clima è segnato da prudenza, timori e una crescente attenzione ai costi.
A pesare sul futuro del settore non sono solo gli aumenti immediati, ma anche le incognite legate agli investimenti. «La preoccupazione si aggiunge alle notizie contrastanti che arrivano dal Governo in merito alla sospensione degli incentivi per il programma Transizione 5.0», sottolinea il direttore di Confcommercio Lecce, Federico Pastore. «Anche nel nostro settore ci sono imprese che avevano programmato e avviato investimenti nella trasformazione digitale, facendo affidamento sugli incentivi dello Stato».
Si tratta di interventi ritenuti fondamentali per affrontare le nuove sfide del mercato, che riguardano non solo il turismo, ma anche ambiti come la sanità, il vending e l’Ict. Settori che richiedono innovazione, nuove tecnologie e formazione adeguata per restare competitivi in un contesto economico in continua evoluzione.
L’eventuale blocco o rallentamento degli incentivi rischia quindi di frenare un processo di modernizzazione considerato ormai imprescindibile. Le imprese temono di trovarsi esposte, con investimenti già avviati e prospettive incerte, in un quadro che potrebbe ulteriormente aggravare le difficoltà già in atto.
Per questo motivo, Confcommercio Lecce chiede una revisione complessiva delle criticità sul tavolo in vista dei prossimi incontri tra Governo e rappresentanti del mondo produttivo. L’obiettivo è quello di evitare ritardi, incertezze o interventi non coerenti che potrebbero penalizzare ulteriormente il settore.












