La tutela ambientale e il ritorno concreto, in termini monetizzabili, dei fondi investiti
Torre Guaceto: «Più presenze e fatturato», Assonautica: «Salvaguardare le attività»
Il moltiplicatore economico «Ora serve il giusto equilibrio»
Investire nella natura conviene: la tutela ambientale rappresenta un vero e proprio moltiplicatore di valore economico. Dati alla mano, secondo il Sesto rapporto pubblicato dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, ogni euro investito nel ripristino dell’ambiente può generare da 4 a 38 euro.
Una policy in cui ha creduto fermamente il Consorzio di gestione della riserva di Torre Guaceto, migliaia di ettari ricchissimi di biodiversità terrestre e marina che si estendono tra Carovigno e Brindisi: «Per ogni euro investito dal Consorzio in tutela e valorizzazione della riserva, abbiamo riscontrato una ricaduta positiva di 12 euro su tutta l’area – afferma Alessandro Ciccolella, direttore del Consorzio di gestione di Torre Guaceto –. Abbiamo consultato tramite appositi questionari albergatori, ristoratori, attività di noleggio e altre ditte per capire il rientro economico diretto e indiretto rispetto ai finanziamenti del Consorzio in attività di tutela: gli studi risalgono a 4 anni fa e sono stati fondamentali per le politiche successive. I riscontri sono molto positivi: a oggi, abbiamo registrato un incremento del 15% rispetto allo scorso anno in termini di presenze e di fatturato, grazie a un aumento dei vacanzieri stranieri. Ogni intervento di protezione è sempre stato legato alla fruizione: abbiamo potenziato il sistema di accesso ciclopedonale all’area protetta, istituendo nel periodo estivo un servizio navetta con ticket dal parcheggio all’ingresso della riserva, mentre da settembre a maggio il parcheggio è gratuito, per contribuire alle prenotazioni di strutture in area protetta. Abbiamo aderito alla Carta europea del turismo sostenibile, favorendo la creazione di una rete di ristoratori, albergatori e cooperative di visite guidate, tutti dotati di apposita certificazione. A breve, ristruttureremo il centro visite rendendolo ancora più appetibile. Infine, grazie al Contratto di fiume, nel 2027 raccoglieremo i fondi per naturalizzare le sponde del canale Reale e dotarlo di un percorso ciclopedonale che dall’entroterra arrivi fino a Torre Guaceto».
Per Assonautica Lecce, istituire nuove aree marine protette richiede però un corretto equilibrio tra tutela dell’ambiente e salvaguardia delle attività economiche. «Molti degli indici positivi derivanti dall’economia del mare provengono dall’interno, dai comuni che ospitano i cantieri navali in cui gli operai lavorano tutto l’anno per riparare e rimettere a nuovo le barche e i natanti in rimessaggio, o anche dai campi e dalle coltivazioni situate nell’entroterra, che forniscono i ristoranti sul mare di prodotti genuini per i turisti – premette il presidente, Maurizio Maglio –. Il mare è una risorsa fondamentale che va difesa, salvaguardata e valorizzata, senza però imbalsamarla e chiuderla a un servizio che svolge da millenni. Per questo Assonautica Lecce, in un momento in cui si parla tanto dell’organizzazione di un’area marina protetta nella zona da Otranto a Santa Maria di Leuca, si appella alle istituzioni e ai tecnici che ne stanno valutando la fattibilità, affinché vengano salvaguardate anche le attività economiche che coinvolgono migliaia di addetti sulla costa e all’interno. La pesca, la marina da diporto, le attività degli stabilimenti balneari e tutte le attività industriali e commerciali complementari e collegate possono convivere con la salvaguardia del mare e del suo ambiente, spostando la perimetrazione della pur importante area marina protetta più lontano dalla costa, per aiutare comuni e associazioni di categoria a continuare a fare il loro lavoro. Il loro impegno è servito finora a salvare l’ambiente costiero e le attività economiche a esso connesse. Siamo tutti disponibili, istituzioni pubbliche e operatori privati, a mettere a disposizione conoscenze e risorse perché questo obiettivo continui a essere primario», conclude Maglio.













