COMMENTO DEL PRESIDENTE DI CONFCOMMERCIO LECCE, MAURIZIO MAGLIO,
SULL’ANDAMENTO DELLA STAGIONE ESTIVA 2020
Gli uffici di Confcommercio Lecce hanno somministrato nei primi giorni di Settembre un questionario ad un campione di 100 imprese operanti nel comparto turistico della provincia (alberghi, ristoranti, pizzerie, bar, locali serali e stabilimenti balneari). Obiettivo dell’indagine conoscitiva era monitorare l’andamento della stagione estiva nel nostro territorio, partita quest’anno molto in ritardo e con tanti punti interrogativi, pur con la speranza di tutti poter comunque mettere a valore l’immagine di regione Covid-free su cui istituzioni e addetti ai lavori hanno molto puntato a livello promozionale sin dai primissimi periodi del post-lockdown.
I dati emersi sono interessanti e suggeriscono molteplici spunti e letture. Un primo elemento è che quest’anno la stagione, più che negli ultimi anni, per forza di cose si è fortemente concentrata nel mese di Agosto, dove comunque abbiamo avuto andamenti differenziati: il 23,2% degli operatori ha parlato di una sostanziale tenuta rispetto all’anno precedente, il 33,9% ha registrato un incremento, mentre il 42,9% ha registrato un calo rispetto ad agosto 2019. Non vi sono sostanziali fluttuazioni fra il dato della città e quello delle marine o dell’entroterra.
Il dato di “tenuta” del mese di Agosto non riesce però a compensare i significativi decrementi registrati nei mesi di giugno e luglio, cosicchè il risultato del trimestre estivo è piuttosto generalmente di calo, fra il 10 e il 50%, e solo per un 25% di tenuta o addirittura incremento. Anche le previsioni per il mese di Settembre, a giudicare dalle prenotazioni attuali, non vanno nella direzione di un miglioramento del dato.
E’ stata senz’altro una stagione eccezionale, speriamo irripetibile, per certi versi simile nei numeri e nei trend a quelle precedenti all’esplosione turistica degli ultimi 15-20 anni, quando il turismo era quasi esclusivamente nazionale e concentrato nel mese di Agosto.
L’elemento infatti a cui quasi la metà degli operatori imputa questo calo è stata la drastica riduzione delle presenze straniere, la cui crescita costante negli ultimi due lustri aveva rappresentato un elemento di grande innovazione del sistema, in termini di disponibilità di spesa, di sviluppo del comparto “luxury”, e di allargamento della stagione turistica in termini di destagionalizzazione.
Ma a tale elemento si è associata anche una maggiore propensione al risparmio degli stessi viaggiatori italiani, che sono stati costretti a “portare con sé in vacanza” una più ridotta disponibilità di risorse per consumi leisure, effetto della crisi e del periodo di lockdown che ha colpito numerose categorie tanto di lavoratori autonomi quanto di dipendenti. Per tali ragioni, infatti, anche lo stesso pienone di presenze nel mese di Agosto, che un po’ tutti abbiamo percepito anche visivamente confrontandolo alle immagini spettrali delle nostre città durante il lockdown, in realtà solo parzialmente è stato valorizzato in termini economici e di fatturato.
Ad ogni modo, anche alla luce dell’eccezionalità di tali mesi, che hanno comunque lasciato delle ferite nel nostro sistema turistico, a maggior ragione oggi tutte le istituzioni, gli operatori e gli stekolders del settore hanno questa volta l’obbligo di programmare seriamente e immediatamente il futuro. Programmazione su cui ci si è sempre confrontati ma che poi raramente è stata concretamente attuata, forse per l’illusione che tale trend di crescita camminasse ormai da solo. Abbiamo imparato quest’anno che non è così e vi possono essere elementi imprevedibili che a maggior ragione vanno governati, prevenuti e superati. Partiamo da una domanda: Che cosa distingue l’Italia rispetto agli altri paesi? Cosa identifica l’anima e il corpo del nostro paese rispetto al processo della globalizzazione? L’apparato tecnologico? La ricerca tecnico-scientifica? Gli assetti economici-finanziari? Assolutamente no tutti questi aspetti ci rendono simili agli altri paesi occidentali interdipendenti e non competitivi rispetto alle superpotenze, a cominciare dagli Stati Uniti e Cina. Ci distingue dagli altri paesi la ricchezza ineguagliabile dei nostri beni artistici e architettonici, dei nostri centri storici e borghi, delle nostre bellezze culturali e naturali, la peculiarità della nostra tradizione civile e religiosa, è il tratto specifico dell’identità italiana e soprattutto del sud-Italia. Questa è la nostra arma segreta che ci fa essere La Superpotenza Mondiale. Il turismo rappresenta il 15% del PIL nazionale, per la provincia di lecce è il 10% del prodotto interno lordo, perché non può diventare il 20-30% del PIL? Dobbiamo acquisire rispetto al patrimonio, quella consapevolezza culturale e identitaria di trasformare una eredità in una risorsa. Turismo significa ricaduta economica su tutto il territorio in arti, mestieri, cultura, servizi, musei, chiese, cattedrali, artigianato, commercio, trasporti. Ad esempio il turismo esperienziale nella nostra provincia potrebbe dar vita ad un circolo virtuoso sui mercati internazionali delle nostre eccellenze dell’agroalimentare e non solo. E’ necessario far crescere questo territorio con una formazione di uno stile Salentino, un sistema-territorio che rifletta la sua eccellenza culturale, e nello stesso tempo che sia incastonato in uno stile italiano che faccia tendenza mondiale in tutti i settori.
Con il contributo di tutti coloro che hanno responsabilità di governance in questo territorio.
PER LEGGERE L’INTERVISTA AL PRESIDENTE MAURIZIO MAGLIO PUBBLICATA SUL NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA in data 08/09/2020 CLICCA QUI
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